{"id":26358,"date":"2005-08-09T18:36:31","date_gmt":"2005-08-09T16:36:31","guid":{"rendered":"https:\/\/mongonzalez.es\/?p=26358"},"modified":"2026-08-19T19:10:07","modified_gmt":"2026-08-19T17:10:07","slug":"il-femminile-nella-cultura-taina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/","title":{"rendered":"Il femminile nella cultura ta\u00edna"},"content":{"rendered":"<p>Il 9 agosto 2005 abbiamo organizzato per la prima volta nella Repubblica Dominicana (RD) la celebrazione della Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni (<a href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/20050809-Anuncio-DIPI-en-ListinDiario.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">GIPI<\/a>). L\u2019evento \u00e8 stato registrato ed <a href=\"https:\/\/dai.ly\/xaz1h2u\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 disponibile qui.<\/a><\/p>\n<p>Per quell\u2019occasione ho preparato una conferenza intitolata \u201cIl femminile nella cultura ta\u00edna\u201d, che ho tenuto nuovamente nella RD nell\u2019ottobre dello stesso anno e a <a href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Anuncio-del-acto-sobre-Femtaino-en-CSM.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Londra nel marzo 2008<\/a>.<\/p>\n<p>A seguito dell\u2019evento della Giornata, ho redatto una sintesi che \u00e8 stata pubblicata sul <a href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20050814-Lo-femenino-en-lo-taino-en-Listin-Diario.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quotidiano List\u00edn Diario<\/a>.<\/p>\n<p>Per questo articolo sul sito web, ho elaborato la sintesi che riporto di seguito, alla quale ho voluto aggiungere una bibliografia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><strong>Il femminile nella cultura ta\u00edna:<\/strong><br \/>\n<strong>religione, mitologia, societ\u00e0, sessualit\u00e0, storia, poesia e magia<\/strong><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sull\u2019isola di Hispaniola, condivisa dalla Repubblica Dominicana e da Haiti, prima dell\u2019arrivo degli spagnoli, le donne e il femminile erano presenti in molti ambiti della vita quotidiana e della spiritualit\u00e0. Con la <em>scoperta<\/em> si impose una concezione patriarcale che releg\u00f2 in secondo piano la memoria di quel femminile.<\/p>\n<p>Di seguito si cerca di recuperare alcuni elementi di quel femminile perduto. L\u2019esposizione inizia con una breve introduzione sul nome dell\u2019isola e sulla parola \u00abta\u00edno\u00bb; ed \u00e8 suddivisa in sei parti: religione o divinit\u00e0; mitologia; la societ\u00e0 ta\u00edna precedente; la sessualit\u00e0; la storia; poesia e magia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_85 ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Il femminile nella cultura ta\u00edna<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#introduzione\" >Introduzione<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#1_religione\" >1. Religione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#2_mitologia\" >2. Mitologia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#3_societa\" >3. Societ\u00e0<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#4_sessualita\" >4. Sessualit\u00e0<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#5_storia_anacaona\" >5. Storia: Anacaona<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#6_poesia_e_magia\" >6. Poesia e magia<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#conclusione\" >Conclusione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/il-femminile-nella-cultura-taina\/#bibliografia\" >Bibliografia<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"introduzione\"><\/span><strong>Introduzione<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>L\u2019attuale isola di Hispaniola aveva <strong>due nomi<\/strong> durante il periodo ta\u00edno. Pedro Martir de Angler\u00eda attribuisce, intorno al 1556, a quest\u2019isola il nome di <strong>Quizqueya<\/strong> (o, se avessero avuto un alfabeto, forse si sarebbe scritto Kiskeya) che in ta\u00edno significava \u00abcosa grande di cui non ce n\u2019\u00e8 di pi\u00f9 grande\u00bb, \u00abgrandezza\u00bb, \u00abuniverso\u00bb, \u00abtutto\u00bb, come il dio greco Pan. Da parte sua, il grande scrittore e storico dominicano Emilio Tejera le attribuisce, nella sua opera \u00abIndigenismos\u00bb, il nome di Haiti (o, nella sua grafia, forse <strong>Ayit\u00ed<\/strong>), che in lingua ta\u00edna significa \u00abterra alta\u00bb. \u00abIndigenismos\u00bb \u00e8 il dizionario pi\u00f9 completo della lingua ta\u00edna esistente, con 1.383 pagine. A mio avviso, Kiskeya, nome femminile, era effettivamente il primo nome di quest\u2019isola. Con il passare del tempo, a causa delle incursioni di altri popoli e, soprattutto, dopo l\u2019arrivo degli spagnoli, i Ta\u00edno cominciarono a \u00abrifugiarsi sulle loro montagne\u00bb, quelle che diedero riparo all\u2019ultimo grande ribelle, Guarocuya, e prevalse il nome di Ayit\u00ed.<\/p>\n<p>Il <strong>termine \u00abTa\u00edno\u00bb<\/strong> viene definito da Tejera come &#8220;uomo di bene. Bene [&#8230;] Oggi quel termine viene usato per designare gli antillani di razza arahuaca e la loro lingua. Il prof. F\u00e9lix P\u00e9rez S\u00e1nchez afferma che \u00ab\u00e8 un errore etnologico chiamare \u201cta\u00ednos\u201d gli arahuaca\u00bb. In realt\u00e0 nessun autore antico applic\u00f2 quel termine con tale accezione, ma oggi il suo uso \u00e8 cos\u00ec diffuso [&#8230;] che si \u00e8 imposto nonostante sia un errore evidente&#8221;.<\/p>\n<p>Anche in altre culture indigene dell\u2019America esiste la parola \u00abta\u00edno\u00bb. In guaran\u00ed, una delle lingue dell\u2019Amazzonia, anch\u2019essa appartenente alla famiglia arahuaca, \u00abtaihin\u00bb significa \u00abpersone di razza\u00bb o \u00abpersone di lignaggio\u00bb, mentre in aimar\u00e1, lingua del popolo amerindio che abita sulle rive del lago Titicaca, significa \u00abprimogenito\u00bb. \u00abTa\u00edno\u00bb non era, quindi, il nome degli indigeni che abitavano quest\u2019isola, bens\u00ec una semplice parola della loro lingua che significava \u00abpersona di bene\u00bb. Tuttavia, \u00e8 proprio la magia che nasce dall\u2019oblio dei dati fattuali a spingerci a chiamarli \u00abtainos\u00bb, ovvero \u00abesseri buoni\u00bb. Il Dizionario della Lingua Spagnola definisce \u00ababorigeno\u00bb come \u00aboriginario del territorio in cui vive. Si dice del primo abitante di un paese, in contrapposizione a coloro che vi si sono stabiliti successivamente\u00bb. I Ta\u00ednos furono, quindi, gli aborigeni dell\u2019isola di Ayit\u00ed, poi chiamata La Espa\u00f1ola, successivamente divisa in due paesi.<\/p>\n<p>Fray Bartolom\u00e9 de las Casas, giunto ad Ayit\u00ed nel 1502, scrisse: \u00ab\u2026 sono un popolo cos\u00ec amorevole, privo di avidit\u00e0 e adatto a ogni cosa che attesto alle Vostre Altezze che, nel mondo, credo non ci sia popolo migliore, n\u00e9 terra migliore; amano il prossimo come se stessi e hanno un modo di parlare dolcissimo e mite, sempre accompagnato da risate\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"1_religione\"><\/span><strong>1. Religione<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Le divinit\u00e0 della religione primitiva di Ayit\u00ed (per religione si intende \u00abl\u2019insieme delle credenze o dei dogmi riguardanti la divinit\u00e0\u00bb) ci sono state tramandate grazie all\u2019eredit\u00e0 del frate geronimita catalano Ram\u00f3n Pan\u00e9, giunto ad Ayit\u00ed durante il secondo viaggio di Colombo (1494) nel suo geniale opuscolo \u00abRelazione sulle antichit\u00e0 degli indigeni\u00bb, che costituisce la prima raccolta etnologica scritta nel Nuovo Mondo. Tra gli studi successivi su questo argomento vanno sottolineati quelli del grande linguista strutturalista cubano Jos\u00e9 Juan Arr\u00f3m, in particolare il suo \u00abMitologia e arti preispaniche delle Antille\u00bb (1975).<\/p>\n<p>Pan\u00e9 riporta nella sua prefazione che il dio supremo viene chiamato \u201c<strong>Yucahu Bagu\u00e1 Ma\u00f3rocoti\u201d<\/strong>. Di lui dice che \u201ccredono che sia in cielo e che sia immortale, che nessuno possa vederlo e che abbia una madre, ma non abbia un inizio\u201d. Da un lato, ci sarebbe Yocah\u00fa, che \u00e8 lo Spirito della Yuca. D\u2019altro canto, Bagu\u00e1, che \u00e8 il nome che i Ta\u00edno davano al Mar dei Caraibi, \u00e8 lo Spirito del Mare. La cosa pi\u00f9 curiosa \u00e8 che i Ta\u00edno non si fermarono qui, ma con la loro cosmogonia arrivarono, nella definizione della loro divinit\u00e0 principale, oltre quanto fatto dagli occidentali o dai cinesi, introducendo nel loro concetto di Grande Spirito un\u2019ultima sfumatura. Tale sfumatura si ottiene con l\u2019aggiunta del termine \u00abMa\u00f3rocoti\u00bb, che deriva da \u00abma\u00bb, che significa \u00absenza\u00bb, e \u00ab\u00f3rocoti\u00bb, che significa \u00abnonno\u00bb, secondo la traduzione di Arrom; ci\u00f2 significa letteralmente \u00absenza nonni\u00bb, ovvero la forza della matrilinearit\u00e0. Cos\u00ec, i Ta\u00edno incorporano nel Grande Spirito immanente \u2014 la divinit\u00e0 suprema che tutte le culture aborigene americane hanno nella loro cosmogonia \u2014, espressamente nella sua denominazione, un riconoscimento del loro principio originario femminile e non pi\u00f9 di quello maschile, che col tempo va perdendosi.<\/p>\n<p>La madre di Yocah\u00fa era <strong>Atabey<\/strong>. Pan\u00e9 afferma che \u00absua madre [di Yocah\u00fa Bagu\u00e1 Ma\u00f3rocoti] \u00e8 chiamata Atabey, Yermao, Guacar, Apito e Zuimaco, che sono cinque nomi\u00bb. Come sottolinea il professore portoricano Jalil Sued-Badillo, \u00abla madre del Dio principale [&#8230;] ha cinque nomi; il figlio solo tre\u00bb. Nella societ\u00e0 ta\u00edna, secondo questo professore, il numero di nomi che si acquisiva in vita rispondeva a importanti meccanismi di differenziazione sociale. Da ci\u00f2 si pu\u00f2 dedurre che per i Ta\u00edno la Dea Madre fosse pi\u00f9 potente del figlio. Questi nomi, secondo le diverse traduzioni, renderebbero questa Dea la Dea delle Acque, Colei che \u00e8 all\u2019Origine, la Tessitrice, la Nostra Luna (Forza delle Maree), La Benevola. \u00c8, quindi, la Dea che si prende cura della nascita, dell\u2019acqua, della luna, delle maree, del nostro ciclo mestruale e delle tessitrici. Nella cultura e nella lingua yoruba degli schiavi africani giunti su quest\u2019isola nel XVI secolo, questa divinit\u00e0 equivarrebbe a Yemay\u00e1.<\/p>\n<p>Mentre Yocah\u00fa, dal punto di vista archeologico, \u00e8 associata principalmente ai trigonoliti, Atabey appare in una grande variet\u00e0 di rappresentazioni legate a molteplici funzioni: rituali generali come i cem\u00ed di pietra per gli altari, i duho o le cinture; rituali legati al rito specifico della cohoba come spatole vomitatorie o inalatori; ornamentali come collane, amuleti, sigilli per dipingersi il corpo; legate alla fertilit\u00e0 come trigonoliti, peni o pietre per il parto. Allo stesso modo, Atabey appare legata a molteplici animali come la rana, il serpente, l\u2019inriri, l\u2019iguana o il gufo, tutti legati alla fertilit\u00e0, alla vita o al ciclo vita-morte-vita. Nell\u2019immagine seguente si possono ammirare diverse rappresentazioni di Atabey fotografate a Miami nella collezione privata di Alfred Carrada.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-26170 aligncenter\" src=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Varias-Atabeys-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Varias-Atabeys-225x300.jpg 225w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Varias-Atabeys-768x1024.jpg 768w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Varias-Atabeys-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Varias-Atabeys.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/p>\n<p><strong>Guabancex<\/strong> \u00e8 la Signora dei Venti. A Guabancex Pan\u00e9 dedica il capitolo XXIII. La descrive come una cem\u00ed donna che quando \u00absi adira fa muovere il vento e l\u2019acqua, abbatte le case e sradica gli alberi\u00bb . Arrom sottolinea che \u00ab\u00e8 noto che verso la fine dell\u2019estate e l\u2019inizio dell\u2019autunno si formano gli uragani che oggi, per uno strano misoginismo, vengono identificati con nomi femminili [&#8230;] E i Ta\u00edno, per una curiosa coincidenza, li identificavano anch\u2019essi come opera di una divinit\u00e0 femminile adirata che chiamavano Guabancex\u00bb.<\/p>\n<p>Queste sarebbero, a mio avviso, le tre forze principali della trilogia ta\u00edna.<\/p>\n<p>L\u2019induismo, religione della civilt\u00e0 vedica che si stabil\u00ec nella valle dell\u2019Indo intorno al 1200 a.C. \u2013 curiosamente la stessa data indicata per le civilt\u00e0 che si insediarono ad Ayit\u00ed dal ritrovamento archeologico di Bayah\u00edbe del 2005 \u2013, aveva anch\u2019esso una trilogia di forze al vertice del sacro: Brahma, Vishnu, Shiva, che incarnano tre forze: la creazione, la conservazione e la distruzione. Qui potremmo tracciare un breve parallelismo. La forza creatrice sarebbe quella femminile (Brahma, Atabey), la forza conservatrice sarebbe quella maschile (Vishnu, Yocah\u00fa) e la forza della distruzione sarebbe compito dell\u2019energia neutra (Shiva, Guabancex) . Questa terza forza potrebbe essere quella in cui inserire omosessuali e lesbiche; in altre parole, sarebbe una sotto-forza sotto la protezione del femminile che nascerebbe con il compito di cambiare gli schemi preesistenti ormai superati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"2_mitologia\"><\/span><strong>2. Mitologia<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La mitologia ta\u00edna (per mitologia si intende \u00abla narrazione meravigliosa situata al di fuori del tempo storico e interpretata da personaggi di carattere divino o eroico\u00bb) \u00e8 molto ricca. Per quanto riguarda il femminile, varrebbe la pena sottolineare, da un lato, il mito della creazione della donna e, dall\u2019altro, il mito della ciguapa.<\/p>\n<p>Il mito della <strong>creazione della donna<\/strong> potrebbe essere ricostruito sulla base dei capitoli II, VII e VIII di Pan\u00e9 e delle interpretazioni del portoricano Ricardo Alegr\u00eda nel modo seguente:<\/p>\n<p><em>C\u2019era una volta un grande Ta\u00edno di nome Guahayona, che era contrariato perch\u00e9 uno che aveva mandato a raccogliere l\u2019erba chiamata \u00abdigo\u00bb non era tornato. Cos\u00ec, Guahayona decise di uscire dalla grotta di Cacibajagua e disse alle donne: \u00abLasciate i vostri mariti e i vostri figli e andiamo in altre terre\u00bb. Le donne lo seguirono, partirono tutte da Ayit\u00ed e, dopo un lungo viaggio, giunsero all\u2019isola di Martinin\u00f3, dove lui lasci\u00f2 tutte le donne.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli uomini di Ayit\u00ed desideravano delle donne e le chiedevano al cielo. Un giorno, mentre si lavavano, videro cadere da alcuni alberi, scendendo tra i rami, delle figure simili a persone, che non avevano n\u00e9 sesso maschile n\u00e9 femminile; gli uomini cercarono di afferrarle, ma queste fuggirono come se fossero anguille. Chiamarono quattro \u00abcaracaracoles\u00bb, persone affette da una malattia che rendeva la loro pelle molto ruvida. I \u00abcaracaracoles\u00bb le catturarono. Dopo averle catturate, si consultarono su come poterle trasformare in donne, dato che non avevano n\u00e9 sesso maschile n\u00e9 femminile.<\/em><\/p>\n<p><em>Cercarono un uccello chiamato Inriri, che scava buchi negli alberi. Presero quindi quelle donne prive sia di sesso maschile che femminile, legarono loro mani e piedi, portarono l\u2019uccello menzionato e lo legarono al loro corpo. E questo, credendo che fossero pezzi di legno, inizi\u00f2 a fare ci\u00f2 che \u00e8 sua abitudine, beccando e scavando fori dove di solito si trova il sesso delle donne. E in questo modo, raccontano gli indigeni, nacquero le donne.<\/em><\/p>\n<p>Riguardo a questo mito, si potrebbe ipotizzare che la storia di Martinin\u00f3 sia sicuramente un fatto vero che spiega perch\u00e9 su quell\u2019isola \u2013 si ritiene che sia l\u2019attuale Martinica \u2013 vivessero donne guerriere e autosufficienti, forse lesbiche, che ricorrevano agli uomini solo per procreare e, se i figli nati erano maschi, venivano portati via dall\u2019isola per riconsegnarli ai padri. Ci\u00f2 potrebbe essere messo in relazione con il mito greco delle Amazzoni e con Saffo, la grande poetessa dell\u2019isola di Lesbo, vissuta nel VII secolo a.C., che Socrate chiamava \u00abla bella\u00bb, la quale si spos\u00f2, ebbe una figlia e fond\u00f2 una confraternita di donne per cercare l\u2019amore attraverso la delicatezza. Saffo, e per estensione la sua confraternita, \u00e8 all\u2019origine del termine \u00ablesbica\u00bb, sorella gemella delle donne di Martinin\u00f3.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la <strong>ciguapa<\/strong>, fu Javier Angulo Guridi a scrivere per primo un racconto su questa figura mitica nel 1866. Manuel Mora studi\u00f2, con vera devozione, questo mito e di ci\u00f2 \u00e8 testimonianza il suo articolo su \u00abIndias, Vien Vienes e Ciguapas: Notizie su tre tradizioni dominicane\u201d, pubblicato sulla rivista EME-EME nel 1974, e il suo romanzo \u201cGoeiza\u201d, Premio Siboney 1979. Nel 2005, l\u2019archeologo Gabriel Atiles ha pubblicato su Internet: \u201cGenesi di un mito. La Ciguapa a 139 anni dalla sua documentazione scritta. Analisi della percezione e della trasformazione del mito\u201d. Atiles affermava che \u00abla verit\u00e0 \u00e8 che la Ciguapa \u00e8 una leggenda diffusa in quasi tutto il paese\u00bb; sebbene \u00abnon vi sia nulla nella tradizione rupestre che ci parli della ciguapa\u00bb.<\/p>\n<p>Il mito potrebbe essere ricostruito come segue:<\/p>\n<p><em>Gli anziani raccontano che esistono donne bellissime, chiamate ciguapas, di bassa statura, con la carnagione scura, gli occhi neri e a mandorla; con i capelli morbidi, lucenti e cos\u00ec lunghi da costituire l\u2019unico indumento che copre i loro corpi; con le gambe lunghe e snelle; e con i piedi rivolti all\u2019indietro. Alcune sarebbero persino splendidamente piumate.<\/em><\/p>\n<p><em>Le ciguapas sarebbero donne selvagge, dotate di poteri magici, nonostante ci\u00f2 sarebbero del tutto inoffensive ed estremamente timide \u2013 al punto da spaventarsi persino della gente. Le ciguapas vivrebbero sulle montagne, generalmente in caverne di montagna, sebbene si possano avvistare anche nelle pozze dei fiumi nelle notti di luna nuova.<\/em><\/p>\n<p><em>Le ciguapas avrebbero un animo da cacciatrici e uscirebbero di notte dalle montagne alla ricerca o di strutto e carne cruda, oppure di qualche viandante notturno da stregare, amare e poi uccidere. Se la si guardasse negli occhi, stregherebbe con il suo potere e se l\u2019uomo rispondesse al suo canto, sarebbe perduto per sempre. Incontrare una ciguapa poteva significare essere amati in modo incomparabile, ma anche essere strappati via da ci\u00f2 che si conosceva per entrare per sempre nel mondo oscuro e notturno delle ciguapas.<\/em><\/p>\n<p><em>Le ciguapas potevano essere catturate solo con un cane bianco e nero, con zampe a cinque dita, nelle notti di luna piena.<\/em><\/p>\n<p>Personalmente, credo che, sebbene nella raccolta di Pan\u00e9 non si facciano menzioni specifiche delle ciguapas con quel nome, egli possa comunque alludere a loro nel prologo quando afferma che: \u00abE credono che i morti appaiano loro lungo le strade quando qualcuno va da solo; perch\u00e9, quando sono in molti insieme, non appaiono\u00bb. Gi\u00e0 a quell\u2019epoca esisteva quella superstizione-paura della notte in solitudine e dell\u2019ignoto\u2026 e col tempo quell\u2019ombra si materializz\u00f2 in una donna magica\u2026 Ma certo! Il magico \u00e8 sempre stato femminile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"3_societa\"><\/span><strong>3. Societ\u00e0<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La societ\u00e0 ta\u00edna era una societ\u00e0 di classi, come quella ind\u00f9, al vertice della quale si trovavano i caciques o le cacicas\/caciquesas; seguivano i nitainos; la massa del popolo che si potrebbe definire ta\u00ednos; e, infine, i nabor\u00edas, che servivano il resto.<\/p>\n<p>Credo che il concetto di classe sociale tra i Ta\u00edno non fosse fondato esclusivamente sulla ricchezza materiale o sui possedimenti. Dal poco che \u00e8 stato effettivamente raccolto su di loro all\u2019epoca, si pu\u00f2 dedurre che la forza e l\u2019evoluzione spirituale fossero criteri importanti per la selezione naturale dei loro capi e per la stratificazione delle loro classi sociali.<\/p>\n<p>Seguendo le massime attribuite al filosofo dell\u2019antichit\u00e0 greco-egizia, Ermete Trismegisto, nel \u00abKybalion\u00bb e, in particolare, il \u00abprincipio di corrispondenza\u00bb secondo cui \u00abcome \u00e8 sopra cos\u00ec \u00e8 sotto, come \u00e8 sotto cos\u00ec \u00e8 sopra\u00bb, si pu\u00f2 affermare che, cos\u00ec come gli dei avevano ad Ayit\u00ed una preminenza femminile, cos\u00ec anche la societ\u00e0 presentava una preminenza matrilineare.<\/p>\n<p>Il dottor Marcio Veloz Maggiolo, nella sua \u201cArcheologia preistorica di Santo Domingo\u201d, afferma che \u201cil matrimonio monogamico e la <strong>successione matrilineare<\/strong> predominavano nella societ\u00e0 ta\u00edna\u201d. Egli sostiene inoltre che \u201cla donna si faceva carico del lavoro maggiore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"4_sessualita\"><\/span><strong>4. Sessualit\u00e0<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Jalil Sued afferma che: \u00abFray Bartolom\u00e9 de las Casas dedic\u00f2 tre capitoli della sua &#8220;Apolog\u00e9tica Historia&#8221; a dimostrare la \u201csuperiorit\u00e0\u201d dei costumi sessuali indigeni rispetto a quelli di molti popoli di altre parti del mondo\u00bb.<\/p>\n<p>La donna ta\u00edna aveva libero accesso al sacerdozio, alla guida della societ\u00e0 e a una sessualit\u00e0 libera. La cultura spagnola che si impose, dominata dall\u2019ideologia cattolica, si era progressivamente chiusa a tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>La Chiesa cattolica, gi\u00e0 a quel tempo, aveva inferto tre colpi mortali al magico-femminile. In primo luogo, aveva escluso le donne dal sacerdozio, relegandole al ruolo di serve di quella Chiesa (nel III secolo, quando gli gnostici \u2013 un gruppo cristiano che ammetteva sia uomini che donne al sacerdozio \u2013 furono considerati eretici). In secondo luogo, eliminando dal corpus dottrinale della Chiesa la reincarnazione o metempsicosi, cosa che avvenne nell\u2019anno 553 durante il Secondo Concilio di Costantinopoli. Essendo la reincarnazione una spiegazione \u00abmagica\u00bb, che trascende ci\u00f2 che la mente patriarcale e lineare \u00e8 in grado di comprendere, risultando quindi pericolosa in quanto sfuggiva al controllo dell\u2019uomo, essa fu soppressa. Non va inoltre trascurato il fatto che si nasce sempre da una donna. In terzo luogo, vietando definitivamente il matrimonio dei sacerdoti durante il Primo e il Secondo Concilio Lateranense, nel 1123 e nel 1139. Decretando la separazione assoluta tra il sesso e il sacro e demonizzando la sessualit\u00e0, in Occidente si \u00e8 castrata la capacit\u00e0 di lasciarsi andare e giocare con il sesso, creando, alimentando e diffondendo molte situazioni atipiche e malsane.<\/p>\n<p>Confrontando questa demonizzazione della sessualit\u00e0 e il suo allontanamento dal sacro con la concezione ta\u00edna, si pu\u00f2 comprendere meglio l\u2019abisso. Queste due percezioni cos\u00ec diverse del femminile, della sessualit\u00e0 e del magico tra la cultura che regnava ad Ayit\u00ed e quella che arriv\u00f2 dall\u2019esterno costituirono il substrato che trasform\u00f2 l\u2019incontro in uno scontro tragico tra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"5_storia_anacaona\"><\/span><strong>5. Storia: Anacaona<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Purtroppo, non esiste alcuna ricerca storica rigorosa sulla figura di Anacaona (o, se esiste, non ne sono a conoscenza). Il grande storico dominicano Demorizi non menziona nemmeno il nome di Anacaona in nessuno dei suoi indici. Eppure Anacaona fu, alla morte del fratello, la cacica di Jaragua, il cacicazgo politicamente meglio strutturato di tutta Ayit\u00ed. Allo stesso modo, c\u2019\u00e8 chi ritiene che, alla morte del marito Caonab\u00f3, Anacaona sia diventata la cacica di Maguana. A sud c\u2019era un\u2019altra grande caciquesa, Higuanam\u00e1. Insieme, le due donne controllavano con la loro autorit\u00e0 femminile il sud dell\u2019isola.<\/p>\n<p>La figura di Anacaona \u00e8 raffigurata in romanzi storici come \u00abEnriquillo\u00bb (1882) di Manuel de Jes\u00fas Galv\u00e1n e \u00abAnacaona. La regina del Nuovo Mondo\u00bb (2003), scritto dall\u2019avvocato Fernando Hern\u00e1ndez D\u00edaz per onorarla in occasione del cinquecentesimo anniversario di quell\u2019assassinio.<\/p>\n<p>Fernando Hern\u00e1ndez racconta come Anacaona combatt\u00e9 nella battaglia di J\u00e1nico e fu determinante per liberare gli altri capi trib\u00f9; partecip\u00f2 alla battaglia di Guaco; e fu l\u2019unica tra i capi trib\u00f9 \u2013 a parte Guacanagarix, che fin dall\u2019inizio si schier\u00f2 con gli esploratori \u2013 a difendere fino alla fine il dialogo con i nuovi arrivati.<\/p>\n<p>Non solo ad Anacaona non \u00e8 stato dedicato alcuno studio storico approfondito e rigoroso, ma non compare nemmeno nella maggior parte delle enciclopedie. \u00c8 triste constatare che lei non vi figuri, mentre invece compare suo nipote, Guarocuya, che per\u00f2 \u00e8 indicato con il nome cristiano, Enriquillo. Forse anche questo ha influito: Anacaona non si convert\u00ec mai al cristianesimo: era la Grande Regina e la Grande Sacerdotessa, che celebrava i propri rituali magico-religiosi in una grotta situata nei pressi dell\u2019odierna L\u00e9ogane, ad Haiti, a due ore e mezza a ovest di Port-au-Prince. Anacaona era una capotrib\u00f9 che possedeva la dignit\u00e0 necessaria per non piegarsi spiritualmente davanti ai conquistatori.<\/p>\n<p>A mio avviso, Anacaona presentava molte somiglianze con Isabella I di Castiglia. Entrambe erano donne capaci di coniugare la saggezza del femminile con il temperamento d\u2019azione maschile; entrambe erano donne che avevano integrato nel proprio essere tutto ci\u00f2 che era integrabile ed erano complete e sagge.<\/p>\n<p>Anacaona fu giustiziata da Ovando nel 1503, contro la volont\u00e0 di Isabella I di Castiglia. Se Anacaona e Isabella, queste due grandi donne, avessero potuto conoscersi di persona e unire la forza delle loro saggezze femminili, forse l\u2019esito della scoperta avrebbe preso una piega diversa.<\/p>\n<p>Lo stesso anno in cui Ovando giustizi\u00f2 Anacaona, il 1503, i fratelli Trejo portarono a Hig\u00fcey l\u2019immagine della Vergine dell\u2019Altagracia dal piccolo villaggio di Garrovillas in Estremadura (Spagna), la stessa regione da cui proveniva Ovando. Cos\u00ec si chiudeva un cerchio magico.<\/p>\n<p>A questo punto mi permetto di avanzare un\u2019ipotesi: che lo spirito del femminile supremo incarnato da Anacaona su quest\u2019isola prima dell\u2019arrivo degli spagnoli fosse andato ad abitare nel cuore della Vergine dell\u2019Altagracia, quella Vergine, Patrona di questo paese, che dal 1503 raccolse il testimone ad Ayit\u00ed, adattata ai canoni della cultura del conquistatore, ma rimanendo l\u2019alfiere della forza del femminile, del magico e del miracoloso. Nell\u2019altra met\u00e0 dell\u2019isola, nell\u2019odierno Haiti, solo nei riti vud\u00f9 sopravvive un\u2019immagine indigena: Anacaona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"6_poesia_e_magia\"><\/span><strong>6. Poesia e magia<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>I Ta\u00edno, popolo sensibile e benevolo, amavano la poesia. Hern\u00e1ndez P\u00e9rez de Oliva nella sua \u00abStoria dell\u2019invenzione delle Indie\u00bb (1528) afferma che: \u00abQueste favole, per mancanza di lettere, erano annotate da quelle genti in versi misurati&#8230; I sacerdoti le conoscevano e le insegnavano ai figli dei re affinch\u00e9 le cantassero durante le feste e altri potessero ascoltarle\u00bb.<\/p>\n<p>Il loro modo di parlare \u00absempre dolce e allegro\u00bb, come lo definiva all\u2019inizio prendendo in prestito le parole di Las Casas, \u00e8 molto adatto alla poesia, poich\u00e9 per recitare occorre molta allegria e, come ho scritto in una mia poesia intitolata \u00abFluire con la forza dell\u2019amore\u00bb:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00abUna fede che su quest\u2019isola<br \/>\n\u00e8 canto, danza e risata,<br \/>\npoich\u00e9 qui persino le tristezze<br \/>\nsi affrontano con allegria\u00bb.<\/p>\n<p>Sembrerebbe che Anacaona fosse anche una <strong>grande poetessa<\/strong>. Il barone Emile Nau, in \u00abHistoire des Caciques de Ha\u00efti\u00bb (Parigi, 1894), la descrive come \u00abgraziosa regina e illustre poetessa\u00bb. Questa citazione \u00e8 tratta dal romanzo di Fernando Hern\u00e1ndez D\u00edaz.<\/p>\n<p>Concludo con una poesia che la mia fantasia attribuisce ad Anacaona e che questa rivolgerebbe alla mia regina Isabella (ho cercato sotto il cielo e sulla terra qualche traccia di una poesia scritta da Anacaona, ma purtroppo non ho trovato nulla). Tre parole sono presenti nel dizionario degli indigenismi e altre due fanno parte dell\u2019immaginario del crogiolo (aurijuna per straniera; e guaitiao per gli amici dell\u2019anima che sacralizzano il loro impegno unendo i loro sangui&#8230;):<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Aurijuna Isabel Straniera Isabel<br \/>\nIsabel Aurijuna Isabel Straniera<br \/>\nGuaitiao Isabel Sorella Isabel<br \/>\nIsabel Guaitiao Isabel Sorella<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Atabey Bagua Dea della Terra e del Mare<br \/>\nBagua Atabey Dea del Mare e della Terra<br \/>\nAtabey Ma\u00f3rocoti Dea matrilineare<br \/>\nMa\u00f3rocoti Atabey Matrilineare, mia Dea.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"conclusione\"><\/span><strong>Conclusione<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La cultura ta\u00edna era permeata dal femminile sotto molteplici aspetti, come si \u00e8 cercato di descrivere nelle righe precedenti.<\/p>\n<p>Sarebbe davvero bello se le donne dominicane prendessero coscienza di quanto sia speciale la femminilit\u00e0 che scorre nelle loro vene e, a poco a poco, assumessero ruoli nella societ\u00e0 e nella politica all\u2019altezza del loro grande valore.<\/p>\n<p>Per ora, le donne sono le principali mittenti di rimesse in questo Paese, secondo gli studi dell\u2019INSTRAW, l\u2019Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca e la Formazione per il Progresso delle Donne, unico istituto dell\u2019ONU con sede nella Repubblica Dominicana.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che, poco a poco, lo spirito di Anacaona o di Altagracia dia forza alle altre donne in tutti gli ambiti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-26183\" src=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-078-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-078-225x300.jpg 225w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-078-768x1024.jpg 768w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-078-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-078.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>\u00a0 <img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-26194\" src=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-079-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-079-225x300.jpg 225w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-079-768x1024.jpg 768w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-079-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Coleccion-Taina-Carreda-079.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-26205\" src=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/098_98-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/098_98-225x300.jpg 225w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/098_98-768x1024.jpg 768w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/098_98-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/098_98.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-26216\" src=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/097_97-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/097_97-225x300.jpg 225w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/097_97-768x1024.jpg 768w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/097_97-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/mongonzalez.es\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/097_97.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><br \/>\nPezzi della collezione privata di Alfred Carrada: ciondoli frontali; duho o sedile cerimoniale in legno; cintura di pietra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"bibliografia\"><\/span><strong>Bibliografia<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>ALEGRIA, Ricardo E., \u00abAppunti sulla mitologia degli indigeni Ta\u00edno delle Grandi Antille e sulle loro origini sudamericane\u00bb, Centro di Studi Avanzati di Porto Rico e dei Caraibi, Museo dell\u2019Uomo Dominicano, 1978.<\/p>\n<p>ARROM, Jos\u00e9 Juan e GARCIA AR\u00c9VALO, Manuel A., \u00abIl pipistrello e il gufo nella cultura ta\u00edna\u00bb, Edizioni Fondazione Garc\u00eda Ar\u00e9valo, 1988.<\/p>\n<p>ARROM, Jos\u00e9 Juan, \u00abFray Ram\u00f3n Pan\u00e9. Relazione sulle antichit\u00e0 degli indigeni. Il primo trattato scritto in America. Nuova versione con note, mappa e appendici\u00bb, Siglo XXI Editores, 1974.<\/p>\n<p>ARROM, Jos\u00e9 Juan, \u00abMitologia e arti preispaniche delle Antille\u00bb, Siglo XXI Editores, 1975.<\/p>\n<p>CARRADA, Alfred, \u201cAlcune note, osservazioni, commenti, parole e nomi sulla lingua e la cultura degli Arawak insulari comunemente noti come Taino\u201d, su Internet, agosto 2003.<\/p>\n<p>GARCIA AR\u00c9VALO, Manuel Antonio, \u201cMuseo Archeologico Regionale di Altos de Chav\u00f3n\u201d, Editore: Museo Archeologico Regionale di Altos de Chav\u00f3n, 1982.<\/p>\n<p>GALV\u00c1N, Manuel de Jes\u00fas, \u00abEnriquillo\u00bb, Ediciones de Cultura Hisp\u00e1nica, AECI, 1996.<\/p>\n<p>HERN\u00c1NDEZ DIAZ, Fernando, \u00abAnacaona. La regina del Nuovo Mondo\u00bb, Editora Corripio, 2003.<\/p>\n<p>HERN\u00c1NDEZ SOTO, Carlos, \u00abCos\u00ec parl\u00f2 il nonno Bayamanaco. Racconti e credenze dei Ta\u00edno\u00bb, Casa editrice Burhen, 1985.<\/p>\n<p>OLSEN, Fred, \u00abSulle tracce degli Arawak\u00bb, University of Oklahoma Press, 1974 [originale del 1891].<\/p>\n<p>ORIOL, Mich\u00e8le, \u201cStoria ed educazione civica\u201d, Fondazione per la Ricerca Iconografica e Documentaria, Port-au-Prince, 2001.<\/p>\n<p>OVIEDO-LAS CASAS, \u201cCronache scelte\u201d, Biblioteca dei Classici Dominicani, vol. IV, Edizioni della Fondazione Corripio, 1988.<\/p>\n<p>PAGAN PERDOMO, Dato, \u00abNuove pittografie sull\u2019isola di Santo Domingo. Le grotte di Borb\u00f3n\u00bb, Museo dell\u2019Uomo Dominicano, 1978.<\/p>\n<p>PANE, frate Ram\u00f3n, \u00abRelazione sulle antichit\u00e0 degli indigeni\u00bb, Collana Antolog\u00eda de Nuestra Voz n. 42, Casa Weber, 3\u00aa ed., 2000.<\/p>\n<p>PEREZ DE OLIVA, Hern\u00e1n, \u201cStoria della scoperta delle Indie. Studio, edizione e note di Jos\u00e9 Juan Arrom\u201d, Tipografia Patriottica dell\u2019Istituto Caro y Cuervo, Bogot\u00e1, 1965.<\/p>\n<p>POLANCO BRITO, Hugo, \u00abFray Ram\u00f3n Pan\u00e9, primo maestro, catechista e antropologo del Nuovo Mondo\u00bb, Museo dell\u2019Uomo Dominicano, 1974.<\/p>\n<p>PRIEGO, Joaqu\u00edn, \u201cCultura ta\u00edna\u201d, Santo Domingo, 2\u00aa edizione, 1971.<\/p>\n<p>RODR\u00cdGUEZ DEMORIZI, E., \u201cRelaciones Hist\u00f3ricas de Santo Domingo\u201d, Archivio Generale della Nazione, Editora Montalvo, Ciudad Trujillo, vol. I, 1942.<\/p>\n<p>RODR\u00cdGUEZ DEMORIZI, E., \u00abRelazioni storiche di Santo Domingo\u00bb, Archivio Generale della Nazione, Casa editrice Montalvo, Ciudad Trujillo, vol. II, 1945.<\/p>\n<p>RODR\u00cdGUEZ DEMORIZI, E., \u00abRelazioni storiche di Santo Domingo\u00bb, Archivio Generale della Nazione, Casa editrice Montalvo, Ciudad Trujillo, vol. III, 1957.<\/p>\n<p>ROUSSE, Irving, \u00abThe Tainos: Rise and Decline of the People that greeted Columbus\u00bb, Universit\u00e0 di Yale, 1992.<\/p>\n<p>SUED-BADILLO, Jalil, \u00abLa donna indigena e la sua societ\u00e0\u00bb, Editoria El Gazir (Porto Rico), 1975.<\/p>\n<p>TAVARES, Juan Tom\u00e1s, \u00abGli indigeni di Quisqueya\u00bb, Editora de Santo Domingo, S.A., 1976.<\/p>\n<p>TEJERA, Emilio, \u201cIndigenismi\u201d, Societ\u00e0 dei Bibliofili, Editora de Santo Domingo, 1977.<\/p>\n<p>UGARTE, Mar\u00eda, \u201cConsiglia agli archeologi delle Antille di acquisire conoscenze della lingua ta\u00edna\u201d, El Caribe, 1 marzo 1980, 12.<\/p>\n<p>UGARTE, Mar\u00eda, \u00abLa cultura ta\u00edna ha influenzato quella attuale molto pi\u00f9 di quanto si sospetti\u00bb, *El Caribe*.<\/p>\n<p>VEGA, Bernardo, \u00abL\u2019arte ta\u00edna\u00bb, Museo dell\u2019Uomo Dominicano.<\/p>\n<p>VEGA, Bernardo, \u00abSanti, sciamani e zem\u00ed\u00bb, Fondazione Culturale Dominicana, 1987.<\/p>\n<p>VELOZ MAGGIOLO, Marcio, \u00abArcheologia preistorica di Santo Domingo\u00bb, Mc Graw-Hill Far Eastern Publishers Ltd \u2013 Singapore, 1972.<\/p>\n<p>VELOZ MAGGIOLO, Marcio e CABA FUENTES, Angel (a cura di), \u00abAtti del Primo Seminario di Archeologia dei Caraibi\u00bb \u2013 tenutosi dal 15 al 22 agosto 1995 ad Altos de Chav\u00f3n \u2013, Museo Archeologico Regionale di Altos de Chav\u00f3n, 1996.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conferenza volta a valorizzare il femminile nella cultura ta\u00edna<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":26152,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[250,252],"tags":[],"class_list":["post-26358","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-moncreativita","category-monomaggio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26358"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26362,"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26358\/revisions\/26362"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mongonzalez.es\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}<!-- BEGIN: X Smart Ads Tracker -->
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